Paolo Maurizio è stato tra i principali interpreti della seconda generazione della Scuola di Padova, l'esperienza che ha portato il gioiello d'autore italiano al riconoscimento internazionale trasformandolo da oggetto ornamentale in linguaggio artistico autonomo. Nella sua opera il gioiello contemporaneo diventa scultura da indossare: una ricerca su forma, colore e movimento in cui rigore geometrico e sperimentazione materica convivono.
Formatosi all'Istituto d'Arte Pietro Selvatico e allievo di Mario Pinton, Paolo Maurizio assorbe e reinterpreta i principi della scuola orafa padovana: l'orafo coincide con l'autore dell'opera, la tecnica è strumento di conoscenza e la materia è il primo interlocutore del progetto. Nel solco aperto da Pinton, la sua oreficeria di ricerca dialoga con l'arte programmata e cinetica e con le teorie della percezione visiva.
La cifra più riconoscibile di Paolo Maurizio è la sperimentazione sui metalli refrattari. Attraverso la colorazione anodica il colore non viene applicato alla superficie ma nasce dall'interazione tra luce e ossido del metallo: una cromia stabile e priva di pigmenti, che muta con l'angolo di osservazione. È un fenomeno luminoso che nella sua ricerca prende il nome di colore fotonico, dove il colore diventa materia progettuale e parte integrante della costruzione dell'opera.
Collane, spille e bracciali nascono da moduli uniti con la tecnica dell'articolazione programmata, lineare o a spirale. Il gioiello cinetico si modifica con il movimento del corpo e dello sguardo: le superfici riflettono la luce, i moduli si trasformano durante l'uso e il rapporto con chi lo indossa entra a far parte dell'opera. Ne nasce una microarchitettura del corpo in cui leggerezza strutturale e funzione coincidono con la ricerca artistica.
La coerenza di questa poetica è riconosciuta a livello internazionale. Nel 1974 Paolo Maurizio riceve a Monaco di Baviera il Premio Herbert Hofmann, tra i massimi riconoscimenti del gioiello contemporaneo. Sue opere sono oggi conservate nelle collezioni permanenti della Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera e presentate nelle principali rassegne dedicate all'arte orafa contemporanea e alla Scuola di Padova.